Un angelo chiamato Wilbur Smith

Un angelo chiamato Wilbur Smith 1366 768 Libreria Muratori

Diciamo che le storie dei lettori sono fra le più interessanti che mi capiti di sentire. Sarà che chi legge ha una marcia in più in fatto di immaginazione, sarà che chi legge rientra nel bozzolo umano ogni volta che apre un libro (eh sì… ci crediamo farfalle, coi nostri alati prolungamenti artificiali, ma restiamo vermicelli incalliti, e solo quando rientriamo nel bozzolo primigenio torniamo umani…), sarà quello che volete voi, ma oggi ne ho sentita una che non può non finire su carta come elogio del lettore.
La signora che ne è protagonista legge libri sugli angeli. Gli angeli, in quel bel pratone spiritualistico che si estende fra i canali irrigui di cristianesimo e new age, col loro fascino alla Robert Plant (ma che non si droga), regnano incontrastati su altre creature dell’immaginario umano: esseri di luce che riempiono la nostra mente bicamerale, rendono la vita meno agra a parecchie persone e più pingue il conto bancario di Doreen Virtue.
Non so cosa ne pensiate voi, ma l’angelologia ha qualcosa di demoniaco; non pensate male, sto parlando in senso platonico: per Platone certi demoni sono l’unico mezzo concesso all’uomo per elevarsi verso il sovrasensibile. In ogni caso appartiene a quelle categorie parascientifiche da non sottovalutare: o perché eleva al sovrasensibile, o perché mette in comunicazione con la propria interiorità più profonda, o anche solo perché permette di liberarsi da una cattiva abitudine, la scienza degli angeli merita la massima considerazione. L’editoria angelologica offre libri che spaziano dall’interessante al farneticante, dal grande lavoro filosofico di Cacciari al polpettone new age C’è un angelo accanto a te, incentrato su affidabilissime testimonianze oculari.
E oggi, dopo essersi aggirata una buona mezzora con aria indagatrice fra gli scaffali più esoterici, questa signora mi ha raccontato la sua storia. Sentite un po’. A novembre è finita in rianimazione per sospetto covid, ma in realtà si trattava di una colica renale deflagrata in infezione, di quelle davvero pericolose che mandando al creatore in un amen e mezzo. Pronto soccorso, quindi ricovero immediato e perdita di coscienza per diversi giorni. Durante questo stato incosciente è successo quello che doveva succedere: ha avuto un’apparizione angelica, una vera e propria ontofania in mezzo al silenzio cosmico della sala di rianimazione. La cosa curiosa era che l’angelo apparsole era uno scrittore, nella fattispecie il suo scrittore preferito: Wilbur Smith. Nella visione non succedeva nulla di particolare, nel senso che lo scrittore si limitava a fare quello che di solito fa nei cartonati ologrammatici delle librerie di catena: invitare ad acquistare un suo libro. Poi il peggio è passato, la signora si è ristabilita, ed è stata dimessa. La cosa interessante è successa una volta tornata a casa, perché sfogliando il giornale ha scoperto che Smith era morto proprio in quei giorni.
E questa è la storia. Inutile dirvi quale libro si sia portata a casa, oggi, la signora. Il potere nascosto dei cartonati angelici.

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